KIN KEEN KING

 

2008

di Dewey Dell

con Eugenio Resta, Teodora Castellucci, Agata Castellucci

coreografia, costumi: Teodora Castellucci

musiche originali e luci: Demetrio Castellucci

scena, luci: Eugenio Resta

assistenza tecnica: Tiziano Ruggia

realizzazione parti plastiche:  Plastikart

realizzazione costumi: Daniela Fabbri, Carmen Castellucci, il Pattino

realizzazione scene: Rinaldo Rinaldi

produzione Dewey Dell / Fies Factory One

co-produzione: Centrale Fies, Festival de Marseille, Uovo performing arts festival

con la collaborazione di:  AMAT, Operaestate Festival Veneto, Teatro Petrella di Longiano

durata 25′

 

Il titolo contiene la nota dello spettacolo. Nel suono onomatopeico del tintinnare di una goccia è dischiuso il rivelarsi di una figura regale incarnata dalle quattro lettere del vocabolo inglese. 

All’inizio è solo un abbozzo: la testa mancante di un feto incompleto. Poi l’urlo di uno scafandro sottomarino mette in mostra la testa enorme e crudelmente bella, un cranio dolicocefalo che ricalca l’ombra di stirpi reali e sacerdoti-serpenti. Si risveglia, innato, il senso del Sublime. 

Virilità, privazione, deformazioni e imperturbabilità ne sono le manifestazioni: sensazioni provate da Achab davanti alla balena bianca e qui incarnate dalla mostruosità di un piccolo principe deforme. 

Segue l’attimo della deviazione, l’impercettibile sdoppiamento della “i” di Kin nel suono equivalente di due “e” separate e gemelle. Due figure femminili, ricoperte di una peluria stilliforme e lucente, segnano con movimenti circolari ed energici il perimetro del rosone calcato a terra, mentre con salti e colpi di criniera battono le pareti in una folle danza selvaggia. È il momento dell’assenza, dell’allontanamento di Riccardo Cuor di Leone dal regno e della presa di possesso del reame da parte di incubi e arcani incantesimi. (Adele Cacciagrano) 

Disegno di Davide Savorani